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Attività con il coordinamento provinciale di Protezione Civile anno 2013

Realistica e spettacolare l'esercitazione svoltasi a Vercelli nell'ambito del Master Europeo in Medicina dei Disastri. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto delle due giornate di lavoro inviatoci dal Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Vercelli

di Michele Catalano, Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Vercelli

Marilena, Victor Charlie 03Marilena, Victor Charlie 03Si è svolta a Vercelli nelle giornate del 18 e del 23 maggio l'edizione 2013 del Master Europeo in Medicina dei Disastri organizzato dall'Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro e coordinato dal professor Francesco Della Corte, docente di Emergenze medico chirurgiche e Primo soccorso. Le lezioni del master si sono svolte in lingua inglese e si sono basate in buona parte su una struttura di e-learning e su esercitazioni pratiche.

Queste ultime assumono il carattere di simulazioni molto realistiche di una emergenza, con scenari predisposti ad hoc e figuranti che interpretano il ruolo delle "vittime" con il coinvolgimento delle varie componenti del soccorso in caso di emergenza, possibili grazie alla collaborazione di enti locali e protezione civile.
Questa edizione del master si è sviluppata su tre eventi principali: un congresso dedicato a medici, psicologi, infermieri e volontari delle associazioni di settore, un percorso a stand aperto al pubblico e una esercitazione che ha simulato un disastro su scala naturale con la partecipazione di Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Pubblica Assistenza Trino, Volontari del Vergante, VAPC (Volontari Assistenza Pubblica Ciglianese), Novara soccorso, Croce S. Andrea, SET 118, Coordinamento di Protezione Civile Vercelli, As.Co.S. (Assistenza Counselling Tecnico) di Novara.

 In apertura del master si è svolto il congresso " Gestione della maxiemergenza a Vercelli. Formare Informare Sperimentare", nel corso del quale sono stati trattati i temi intorno a cui si articolava il programma del Master. Ad aprire i lavori lo stesso prof. Francesco Della Corte che ha illustrato le tecniche di formazione e addestramento alla medicina dei disastri citando l'esperienza di un programma didattico ad Abu Dhabi. Si sono poi succeduti gli interventi degli altri relatori: il Dott. Luca Ragazzoni si è soffermato sulla capacità della risposta nazionale ed internazionale in caso di disastri con particolare riguardo al meccanismo europeo di protezione civile mentre dei criteri di organizzazione sanitari e non per i maxieventi si è occupato il Dott. Franco Foti. E' stata poi la volta della D.ssa Ahmarzeda Djiali che ha spiegato come gli ospedali possano prepararsi ad affrontare eventi catastrofici e del Dott. Paolo Macrì che ha trattato di medicina umanitaria. Giorgio Carfagna ha tratto spunto dall'esperienza del sisma in Emilia per approfondire il tema delle funzioni di assistenza e supporto alla popolazione e il Dott. Massimo Azzaretto ha illustrato il suo lavoro nell'ambito della medicina degli ambienti estremi e del contributo che essa può dare alla medicina delle catastrofi.

 "La gestione medica di un disastro - ha commentato il professor Della Corte a margine dei lavori - è uno dei compiti più complessi per il personale medico e sanitario. Essa richiede conoscenze specifiche, capacità organizzative e di adattamento. Molto spesso le difficoltà e i problemi in cui si imbatte il personale medico sono dovuti a una preparazione insufficiente. Il Master è nato proprio con lo scopo di sopperire a questa insufficienza".

 Al termine degli interventi è seguita la discussione da parte dei congressisti che hanno approfondito i temi trattati.
Nel pomeriggio lo spazio del Polo fieristico è stato aperto al pubblico che ha avuto la possibilità di visitare stand appositamente allestiti, sperimentare manovre di primo soccorso, assistere a dimostrazioni di recuperi in montagna e vedere in azione i mezzi e le attrezzature che vengono impiegati in situazioni particolarmente critiche, con lo scopo di diffondere e far conoscere la cultura dell'autoprotezione e del primo soccorso.

Ma l'appuntamento più importante e spettacolare è stata la "prova d'esame" che partecipanti al Master provenienti da diverse parti del mondo hanno dovuto affrontare sotto l'attenta supervisione del Prof. Della Corte, osservati e monitorati dai docenti dei corsi e da numerose telecamere in collegamento streaming internazionale.
Si è trattato della gestione di una maxiemergenza simulata che ha coinvolto più di trecento persone numerosi mezzi e ambulanze, un modulo comando, una centrale radio, due strutture ospedaliere da campo e infine il personale e le strutture del Pronto Soccorso dell'Ospedale S.Andrea di Vercelli: un fortissimo boato e una fiammata sconvolgono la quiete di un tranquillo pomeriggio primaverile. L'esplosione di un serbatoio di carburante in una stazione di servizio semina morte e distruzione nella via affolla su cui si affacciano negozi, un bar e un albergo: una nuvola bianca avvolge tutto, si sentono l'ululare degli allarmi attivati dallo spostamento d'aria e le grida di terrore e di dolore di chi cerca scampo. Quando il fumo comincia a diradarsi si delinea lo scenario drammatico di una autentica bolgia dantesca; macerie, auto rovesciate, persone a terra, altre che si aggirano ferite e insanguinate, sotto choc, con i vestiti a brandelli e orribilmente ustionate. Ferite, ustioni, fratture, lividi, il pallore terreo, ma anche il balbettio, il tremore, lo sguardo perso dei sopravvissuti sono di un realismo che sconvolge. Ancora una volta gli specialisti della Croce Rossa hanno svolto un lavoro certosino e ciascuno degli oltre cento figuranti è stato "truccato" e "istruito" a dovere.
Sono minuti interminabili quelli che passano in attesa dei soccorsi ma poco dopo il numeroso pubblico assiepato dietro le transenne ha potuto tirare un primo sospiro di sollievo salutando l'arrivo a sirene spiegate delle squadre dei Vigili del fuoco. Immediatamente sono state srotolate le manichette e si è dato mano agli estintori per aggredire i focolai di incendio, mentre si cominciavano ad estrarre le vittime rimaste sotto le macerie o incastrate tra le lamiere delle auto distrutte. Immediatamente i tecnici hanno provveduto ad una "Ricognizione preliminare" comunicando al "Direttore Tecnico dei Soccorsi - (DTS)" e al "Direttore dei Soccorsi Sanitari - (DSS)" le informazioni più importanti come la descrizione della scena, la tipologia del sinistro, il numero presunto delle vittime, e le patologie prevalenti.
Poco dopo numerose ambulanze con medici e infermieri hanno cominciato ad affluire sul posto e, superata la concitazione dei primi istanti, è stata stabilita una efficiente catena di comando all'interno della quale ciascuno è stato chiamato a svolgere il proprio ruolo, chiaramente identificato da casacche colorate. Sono stati quindi messe in atto le procedure standardizzate previste dai protocolli poiché, come è facile intuire, in situazioni di emergenza o grave pericolo, nulla può essere lasciato all'improvvisazione, col rischio di non riuscire ad essere utili alle persone in difficoltà ma soprattutto di nuocere a se stessi e agli altri aggravando la situazione.
In questa prima fase dei soccorsi sono stati compiuti pochi gesti terapeutici essenziali, con la finalità unica di far sopravvivere i feriti fino all'accesso del "Posto Medico Avanzato - PMA", una tenda pneumatica attrezzata con brandine e personale medico - per essere definitivamente stabilizzati e messi così in condizioni di affrontare la successiva evacuazione verso gli ospedali.
Nel frattempo i volontari della Protezione Civile avevano posizionato nelle immediate vicinanze del punto di "Crash" - come viene definito in gergo lo scenario dell'emergenza - un "Modulo Operativo Mobile" da utilizzare come centrale di comando e un "Centro Trasmissioni Mobile" per la gestione di tutte le comunicazioni via radio.

 "Valutata la complessità dell'evento e l'elevato numero di operatori si è scelto di utilizzare diverse "Maglie Radio" - dice Maurizio Bertazzoli, presidente del Radio Club Victor Charlie e responsabile delle telecomunicazioni in emergenza - cioè frequenze esclusivamente dedicate ai vari settori di intervento, sanità, logistica, trasporti, ecc. che hanno potuto fare capo senza sovrapposizioni alla centrale operativa che ha così potuto smistare le informazioni e coordinare gli interventi in maniera ordinata ed efficace".

 Intanto, mentre continuavano alla luce delle "Torri Faro" le esercitazioni di primo soccorso sul luogo del disastro - applicazioni di flebo e bendaggi, immobilizzazioni di fratture, suture di ferite, primi interventi su ustioni - tutti perfettamente eseguiti e resi davvero realistici grazie alla collaborazione partecipata dei figuranti, è iniziato il trasporto con le ambulanze verso gli ospedali seguendo le priorità e le destinazioni indicate dai sanitari durante le operazioni di "Triage", ovvero di valutazione delle condizioni delle vittime con l'attribuzione di un "Codice" convenzionale: rosso per i casi più gravi e via via giallo o verde fino al bianco nel caso di danni fisici assai contenuti.
Una volta smistati i casi più urgenti è iniziata l'evacuazione dei feriti più lievi, una cinquantina, che sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell'Ospedale S.Andrea di Vercelli dove si è svolta la seconda parte dell'esercitazione con la valutazione della capacità della struttura ad accogliere e gestire un afflusso straordinario di pazienti in seguito ad un evento calamitoso.
Diciotto morti e oltre cento feriti, più di quaranta in modo grave, questo il bilancio definivo - per fortuna solo nella finzione - di una simulazione che ha impegnato per ore e ore centinaia di persone tra vittime, soccorritori, personale ospedaliero, studenti, professori e coinvolto, anche emotivamente, il pubblico ammesso ad assistere alla prova.

"Si è trattato di una esercitazione molto impegnativa e complessa - ha commentato Daniele Berdini, responsabile della logistica della Protezione Civile di Vercelli, che dato modo di testare a fondo le capacità operative delle singole componenti e dell'intera organizzazione della catena di soccorso e ha offerto, a chi sarà chiamato in futuro ad affrontare in prima persona questo tipo di emergenze, un'esperienza che arricchirà il suo bagaglio di conoscenza e favorirà la sua crescita professionale. Ritengo infine sia molto importante la sinergia che si va sviluppando con il mondo accademico, e più in generale con quello della scuola, per diffondere sempre più la cultura della protezione civile per imparare a conoscere i rischi ed essere preparati a reagire in maniera adeguata".

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